locandina

A VOCE ALTA. Salerno 28 settembre Salerno Corteo da Piazza Ferrovia e testimonianze Lungomare (piazzetta antistante Bar Nettuno) di:

Ubaldo Baldi, Anpi e Anppia;

Camillo Rocchino, Collettivo STUDENTI RIBELLI;

Sara Moutmir, mediatrice culturale;

Francesco Napoli, Arci Gay;

Don Pietro Mari, Sacerdote;

Giuseppe Cacciatore, Professore emerito.

 

Intervento di Ubaldo Baldi (Anpi e Anppia)

l’esigenza di manifestare si e’ fatta incalzante sotto la spinta di segni e sintomi che noi abbiamo sintetizzato nel concetto di deriva antiumanitaria, inducendo – anche qui a salerno e provincia- quelli che sono stati definiti in modo sprezzante buonisti o radical chic – ad uscire allo scoperto a confrontarsi. Il dibattito che da luglio e’ andato avanti, ha gia’ conseguito un risultato importante, era da tempo che attorno ad un tavolo non si incontravano associazioni, piccoli gruppi o anche singole persone a discutere di temi cosi’ importanti, lo abbiamo fatto cercando sempre di interloquire con tutti e ascoltando tutti.

Parlavo di segni e sintomi che possiamo raggruppare in due tipologie:

  • quella piu’ spiccatamente “politica” che va dalle ondivaghe dichiarazioni di principio che supportate da un’abile tecnica di comunicazione basata su particolari algoritmi – studiati chissa’ dove e da chi- partono dal senso comune espresso dalla “pancia” del paese e qui ritornano esaltandosi reciprocamente e creando abilmente, falsi miti e falsi obiettivi: quella che possiamo definire una tecnica del rancore.
    • azioni che però poi si sostanziano in operato di governo inimmaginabile fino a pochi mesi fa: respingimenti, blocchi navali ma anche ipotesi di esclusione dai diritti civili degli stranieri, dalle mense, dagli asili, fino al reddito di cittadinanza previsto solo per gli italiani, e così via. tutte misure o mosse che disegnano vere e proprie misure di discriminazione – nuove leggi razziali- cosa odiosa e pericolosissima, contraria alla costituzione e alle regole del diritto delle nazioni.
  • l’altra tipologia e’ quella della aggressione violenta, sia “virtuale” praticata sul web e sui social, basti un esempio su tutti, la spregevole campagna di odio – fatta di false notizie o fakenews- rivolte la presidente boldrini,
    • ma anche quella piu’ fisica affidata o gruppi di “cittadini” ricordate i “forconi” ma così come i blocchi stradali contro piccoli gruppi di richiedenti asilo e le “ronde” sulle spiagge. insieme a questa c’e’ poi l’altra violenza, quelle delle aggressioni, xenofobe, omofobe e fasciste. ormai alcune organizzazioni fasciste e naziste si vanno a configurare come un vero e proprio braccio armato al servizio delle scelte populiste e sovraniste di questo governo verde-giallo.

Tutte queste cose sono da combattere e condannare, perche’ cosa ancor peggiore, massimamente deleteria, sarebbe quella di accettare passivamente tutto questo e restare in silenzio.

no, noi la nostra opposizione motivata la vogliamo far crescere e organizzare, il comitato europa senza muri abbiamo intenzione di mantenerlo vivo, ambito di confronto aperto, inclusivo, unitario

per questo noi la nostra opposizione la vogliamo gridare a voce alta

Intervento di Camillo Rocchino (collettivo STUDENTI RIBELLI).

Oggi siamo qui a #AVOCEALTA contro la deriva antiumanitaria, per i valori della costituzione, per la democrazia. Oggi siamo qui perché c'è gente che non si presta al gioco del "governo del cambiamento". Oggi siamo qui perché c'è gente che dice basta all'odio.

Non è possibile continuare a creare odio contro gli ultimi... Si deve combattere l'emarginazione sociale, non gli ultimi.
Noi diciamo NO AL RAZZISMO.
Perchè razzisti non si nasce si diventa, ma di Razzismo si muore.

Si, il razzismo uccide come possiamo chiaramente evincere dagli ultimi fatti di cronaca.

Come non ricordare Soumalia Sacko un sindacalista come tanti con l'unica "colpa" di avere la pelle nera.
Ma lui è solo un esempio in rappresentanza di tutte le vittime di RAZZISMO che si sono succedute negli ultimi tempi.

Noi tutti siamo qui per una causa condivisa da tutti noi.

C'è chi negli ultimi temi però ha contribuito a questo scempio e chi ha provato a fermarlo.
La mano sulla coscienza qualcuno se la passerà e rifletterà e capirà i suoi errori e il suo assist a questo "scempio"

Intanto studentesse e studenti qui presenti sono stanchi di vedere soldi spesi per cacciabombardieri per poi entrare nelle nostre scuole con il rischio che la nostra vita possa essere messa a repentaglio dalla caduta di calcinacci o dalla caduta di tetti, com'è successo di recente al Liceo di Mercato San Severino.

Vedere scuole disastrate e conti in rosso che non permettono di mettere in sicurezza le nostre scuole non garantiscono la perfetta formazione di cui noi cittadini del domani abbiamo bisogno.

Menomale che qualcuno negli ultimi anni ha scritto la famosa legge 107/2015 che ci da la possibilità di passere più tempo fuori dalle strutture scolastiche e passare più tempo ad imparare ad essere sfruttati, si l'alternanza scuola-lavoro questo fa apprendere agli studenti che in questa società non c'è più posto per chi vuole studiare, no in questa società devi essere profitto altrimenti sei da buttare.

Noi studentesse e studenti del Collettivo STUDENTI RIBELLI e con l'aiuto dei GIOVANI COMUNISTI siamo riusciti a dare voce a chi voce non ne aveva, abbiamo dato i mezzi agli studenti di poter dire basta a tutto questo scenario cosi imbarazzante e ridicolo.

Ricordo come il 24 Novembre 1.500 studenti di Salerno e provincia sono scesi in piazza a protestare contro le ingiustizie e come assieme si è riusciti ad avere qualche piccolo contentino.

Noi però non siamo soddisfatti di questi contentini, noi del collettivo vogliamo una scuola libera e sicura.
Un posto dove i cittadini del domani possano confrontarsi e discutere delle proprio idee.

Perchè è con la discussione e il confronto che si forma l'individuo. Vivere in queste strutture allo sbando ci fa capire la deriva sociale e politica che stiamo vivendo.

Non scordiamo, inoltre, che razzismo e sessismo sono parenti stretti e ne sono la prova le scritte che sono “comparse” sui muri di una scuola popolare di Milano, un luogo aperto a tutte e tutti, senza distinzione di razza o di etnia, con l’unico scopo di divulgare la conoscenza.

E’ ora di mettere un punto a questa propaganda d’odio, di smettere di essere pedine di un gioco che punta alla violenza degli uni sugli altri mentre questo governo continua a vivere di spot e di propaganda dall’eliminazione della legge Fornero al reddito di cittadinanza passando per l’eliminazione dei test d’accesso alla facoltà di Medicina.

Mentre noi lottiamo giorno dopo giorno nel tentativo di costruire una vita dignitosa per noi e per chi ci circonda denunciando tutte le ingiustizie.

Concludo con una frase di Marx a cui solo di recente ho trovato un significato:"La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa."

 

Sintesi intervento Giuseppe Cacciatore 28 settembre (professore emerito e C.D. dell’associazione Memoria in Movimento)

Muovo dal sottolineare l’importanza di un movimento che si basa sulla presenza non solo di partiti della sinistra radicale e alternativa, non solo delle organizzazioni sindacali, ma anche e soprattutto di associazioni, di sigle, di circoli culturali, di movimenti, di sigle nazionali come l’ARCI e l’UISP.

Gli obiettivi della manifestazione sono non solo la ferma condanna e l’appello alla lotta contro la deriva antiumanitaria e la colpevole indifferenza verso i rigurgiti di fascismo (che andrebbero perseguiti per legge come vuole il codice penale e soprattutto la nostra Costituzione), non solo la ferma opposizione al decreto Salvini che appare in netto contrasto con i principi costituzionali dell’accoglienza e delle garanzie giuridiche verso coloro che fuggono dalla fame e dalla violenza (si negano i tre gradi di giudizio, il gratuito patrocinio legale, la cancellazione del principio della presunzione di innocenza, la revoca dello status di rifugiato dopo una prima condanna e così via di seguito).

Ma il nostro comitato, la folla di compagni e compagne che ci circonda, devono porsi come obiettivo anche quello di affiancare alla lotta per i diritti umani e alla ferma opposizione al fascismo vecchio e nuovo, l’opposizione verso ogni attacco ai diritti sociali dei lavoratori, dei cassintegrati, dei disoccupati (specialmente dei giovani meridionali che emigrano in massa), dei poveri immigrati costretti al lavoro schiavistico nei campi della Puglia e della Campania. Sono situazioni che si affrontano e possono risolversi con la lotta e la mobilitazione innanzitutto delle grandi organizzazioni sindacali che salutiamo e ringraziamo per la loro adesione. Ma ci sono anche i diritti conquistati da anni di lotta: l’aborto, il riconoscimento dell’unione civile tra i gay che un ministro come Fontana vorrebbe abolire. E non dimentichiamo il diritto a un ambiente sano e depurato dai miasmi nocivi delle fabbriche e dai fuochi delle balle che nessuno riesce a rimuovere.

Il successo della manifestazione di stasera è un segnale positivo per l’avvio di un processo che non deve fermarsi. Esso è la prova che fuori delle sedi semivuote dei partiti di sinistra c’è un mondo che dobbiamo imparare a ritrovare e a riconoscere, un mondo che è attratto da una pericolosa dittatura della maggioranza, una maggioranza di popolo drogata da promesse e da slogan, un mondo che soffre per la miseria, la povertà dilagante, la precarietà del lavoro, la violenza di Stato contro il diverso e l’altro uomo. Non c’è lotta per i diritti se non c’è anche lotta sociale per l’emancipazione dei lavoratori e se non c’è solidarietà costruttiva verso i deboli e gli ultimi.

Possiamo farlo, possiamo rimettere in moto l’alternativa a questo sistema di potere e di attacco ai valori costituzionali, se decidiamo di costituirci in Comitato Permanente, aperto anche ad altre associazioni e movimenti. Perciò propongo che l’attuale coordinamento non si sciolga non solo per continuare a vigilare contro fascismi ritornanti, ma anche per elaborare analisi e valutazioni dell’attuale processo politico-sociale, per tornare se necessario nelle piazze se ci fossero nuovi attacchi alla democrazia e ai valori della Costituzione.

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