protagonismo

I dati ufficiali ci dicono che il nostro paese è all’ultimo posto per gli aumenti salariali e degli stipendi ma addirittura ha visto decrescere negli ultimi 30 anni in Italia i redditi di chi lavora.

Infatti, e purtroppo, siamo gli unici in controtendenza visto che in tutta Europa sono cresciuti.

Tutto ciò pur lavorando più ore, ad esempio rispetto alla Francia e alla Germania, e per di più, come è stato fatto notare e sottolineato più volte, la questione “povertà” riguarda, con numeri crescenti di anno in anno, anche chi ha un lavoro.

Al contempo la stessa “visione” del lavoro di chi ce l’ha e di chi lo cerca, questo è un dato che i sociologi lo segnalano da tempo, INDIPENDENTEMENTE dalla tipologia contrattuale, è cambiata e viene vissuta in modo diverso rispetto alle generazioni precedenti. Questo è causato ANCHE dalle “involuzioni” normative e contrattuali.

Sovente infatti troviamo decine di tipologie contrattuali diversificati (interinali, partite Iva, stage, formazione professionale, lavoro saltuario ecc. ecc.) negli stessi luoghi di lavoro, spesso con le stesse mansioni lavorative e al contempo, mentre i salari e gli stipendi diminuiscono, i ritmi di lavoro sono sempre più crescenti e anche le “vittime sul lavoro” aumentano.

Possiamo quindi tranquillamente affermare che la maggioranza della popolazione attiva è una “massa” che oggettivamente è senza tutela e senza rappresentanza politica?

Ed è una massa senza nessuna “identificazione” collettiva e sempre di più caratterizzato dall’individualismo che con la crisi causata dal covid si è ulteriormente accentuata? In tutto ciò la sinistra sociale e politica è in grado di rimettere al CENTRO delle proprie analisi e proposte IL TEMA LAVORO e dei lavoratori?

E’ in grado di rompere, almeno parzialmente, il senso di solitudine che ognuno vive specie su questo tema?

Esiste tale volontà?

Dentro questo scenario che ruolo potrebbero avere gli intellettuali?

Sono solo alcuni “nodi” che abbiamo tentato di affrontare VENERDI 10 dicembre 2021 presso il circolo MUMBLE RUMBLE.

Si sono confrontati su tali temi:

Massimiliano Amato, giornalista, Associazione Memoria in Movimento

prof. Alfonso Conte, associazione Memoria in Movimento, storico e docente Unversità di Salerno

prof. Pietro Toro, associazione Memoria in Movimento

Sergio Dalmasso, storico del Movimento operaio

Vito Nocera, saggista e scrittore autore del libro “Senza Classe”

Diego Giachetti, storico italiano specializzato in storia contemporanea e delle dottrine politiche

Le conclusioni sono state affidate a

Prof. Giuseppe Cacciatore, professore emerito Federico II, Accademico dei LINCEI.