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La storia è un optional per Cirielli o c’è qualcosa di indicibile che lo spinge a presentare pericolose proposte di legge “di revisionismo storico”?

 

L’11 maggio scorso l’on. Cirielli ed altri ha presentato una proposta di legge che già il titolo la dice tutta: “Disposizioni per il contrasto di gruppi, organizzazioni, movimenti, associazioni e partiti che perseguono finalità antidemocratiche proprie delle ideologie totalitarie comuniste o di matrice religiosa islamica estremista”. Dunque per l’onorevole Cirielli le ideologie totalitarie sono solo di matrice comuniste e islamiche, tanto è vero che non cita mai il “fascismo”. Se la proposta non fosse seria si potrebbe costruire sopra una vera e propria commedia di ironia e di grosso divertimento. Purtroppo la questione è seria. Con un semplice titolo Ciriello colpisce, o almeno vorrebbe colpire, almeno tre obiettivi:

  1. La Costituzione, in particolare l’articolo 18 che recita “… I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. 2. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”. Quindi la nostra Costituzione dice esplicitamente HANNO DIRITTO ad associarsi e che sono proibite LE ASSOCIAZIONI SEGRETE o quelle che PERSEGUONO, ANCHE INDIRETTAMENTE, SCOPI POLITICI MEDIANTE ORGANIZZAZIONI DI CARATTERE MILITARE. Al tempo stesso la Costituzione VIETA ESPRESSAMENTE la riorganizzazione del partito fascista. Tale divieto è stato rafforzare anche con leggi normali di carattere penali;
  2. Un revisionismo storico di bassa lega. E’ un vecchio cavallo di battaglia del nostro “deputato”. Già negli anni in cui è stato presidente della Provincia facevano “scalpore” i suoi manifesti istituzionali in occasione del 25 aprile. Non a caso già nel 2010 ebbe a dire (dichiarazioni rilanciate anche dall’ansa) “La realtà - afferma Cirielli - è che una certa cultura antidemocratica, per anni a servizio della Russia comunista, vuole negare alle giovani generazioni la possibilità di conoscere una serie di verità storiche …. "La Resistenza - sottolinea Cirielli - era un movimento composito che intruppava anche persone che non combattevano per la libertà e per la democrazia, ma per instaurare una dittatura comunista in Italia;” (https://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/04/23/visualizza_new.html_1765464785.html ). Allora incominciamo a dire una verità storica che, anche se banale, sembra che al nostro deputato sia sconosciuta: tutte le forze politiche democratiche, monarchici inclusi, organizzarono la Resistenza perché erano antifascisti  e il ruolo maggiore nella resistenza armata al nazi-fascismo lo ebbero, NON A CASO, le varie formazioni Comuniste, Socialiste e del Partito D’Azione, e di conseguenza furono loro a pagare il prezzo più alto. Gli altri invece già dopo la guerra si affrettarono a costruire il MSI, da cui discendono gli attuali Fratelli d’Italia, e che ebbe tra i propri segretari nazionali nomi TRISTEMENTE noti per i loro trascorsi. Tra i quali spicca certamente un certo Almirante. Nome ritornato alla cronaca visto che qualcuno ha osato proporre al Comune di Salerno di dedicargli una strada. Forse perché fu estensore di un noto manifesto, in qualità di capo gabinetto del ministero della Cultura Popolare presieduto da Fernando Mezzasoma, in cui diceva "….. Alle ore 24 del 25 maggio scade il termine stabilito per la presentazione ai posti militari e di Polizia Italiani e Tedeschi, degli sbandati ed appartenenti a bande…. . Tutti coloro che non si saranno presentati saranno considerati fuori legge e passati per le armi mediante fucilazione nella schiena. …… . p. il Ministro Mezzasoma - Capo Gabinetto GIORGIO ALMIRANTE Dalla Prefettura 17 maggio 1944 - XXII»? Ci permettiamo di ricordare a tutti che se oggi Cirielli può essere eletto è solo perché quelle migliaia di partigiani conquistarono la Democrazia e di conseguenza anche le libere elezioni. L’onore e i meriti sia del movimento operaio italiano che dei comunisti italiani, in tutte le loro tendenze e caratteristiche, è scritto con il sangue, in modo indelebile nella storia del nostro paese, nella intelligenza e nella forza di masse popolari significative e dei loro dirigenti, a partire da Gramsci, Terracini e tantissimi altri che non hanno bisogno di essere difesi. Ci pensa la storia a farla con buona pace di Cirielli;
  3. Infine e perché mai si dovrebbe condannare solo la “matrice religiosa islamica estremista” ? Gli estremisti cristiani che teorizzano la “purezza della razza” non sono pure loro autoritari e pericolosi? O le varie organizzazioni nazi-fasciste  che si rifanno al fascismo del terzo millenio o alla formazione “Ludwing” che firmava i propri attentati mettendo sotto la loro   sigla “Gott mit uns (Dio è con noi)? Forse perché il loro Dio è  bianco e loro sono solo dei nazi-fascisti sinceramente “democratici e non violenti”?

 

Per finire. Ci piacerebbe tanto ripetere la storica frase di Gian Carlo Pajetta che disse: “Noi con i fascisti abbiamo finito di parlare il 25 aprile 1945” . Purtroppo non possiamo farlo. Viviamo in una era storica in cui il revisionismo storico e il populismo ormai spadroneggiano. Ed è per questo che crediamo che tutti gli antifascisti, il movimento democratico e le forze progressiste debbano riprendere in mano la necessaria tensione e attenzione ai rigurgiti totalitari e  di chiara matrice fascista. Non abbiamo più terreno da perdere.

 

Angelo Orientale

 

Salerno, 28/06/2021

 

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