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Gracceva. Vita avventurosa del partigiano che salvò Pertini e Saragat. Salerno 18 giugno 2024 ore 18

Inviato da Angelo Orientale il

Sarà presentato a Salerno in anteprima nazionale, presso la Casa del Volontariato in via Patella il prossimo 18 giugno (ore 18) il nuovo lavoro di Massimiliano Amato

“Gracceva. Vita avventurosa del partigiano che salvò Pertini e Saragat”

Pubblicato da Arcadia Edizioni nella collana di studi storici della Fondazione Pietro Nenni, il volume sarà in tutte le librerie a partire dall’ultima settimana di giugno. Frutto di un lungo lavoro di ricerca presso archivi privati e pubblici, il libro racconta la vita di Giuseppe “Peppino” Gracceva, nome di battaglia il Maresciallo Rosso. Capo militare delle Brigate Matteotti a Roma e nel Lazio, Gracceva fu uno dei protagonisti della lunga resistenza alle truppe di occupazione tedesca nella Capitale. 

In quei drammatici e sanguinosi 271 giorni che andarono dal 10 settembre 1943 al 4 giugno 1944 Gracceva diede prova di straordinario coraggio e intrepida determinazione. Su ordine di Pietro Nenni, fu lui, con Giuliano Vassalli, Alfredo Monaco, Filippo Lupis e Marcella Ficca, a organizzare e a portare a termine la più grande beffa che la Resistenza romana riuscì a fare a Priebke e Kappler: l’evasione, il 25 gennaio del 1944, dal carcere di Regina Coeli dov’erano rinchiusi da tre mesi, di Sandro Pertini e Giuseppe Saragat, due futuri presidenti della Repubblica che erano stati condannati a morte dalle SS. Catturato a sua volta agli inizi di aprile, Gracceva trascorse più di 50 giorni nella prigione tedesca di via Tasso, dove benché sofferente per i postumi di una grave ferita a un polmone operata chirurgicamente con mezzi di fortuna, resistette eroicamente alle torture e alle sevizie a cui venne sottoposto, senza rivelare i nomi dei suoi compagni di lotta. 

La sua attività antifascista era cominciata nel Pcd’I nel 1922, a soli 16 anni: arrestato più volte per attività sovversiva, nel 1937 era stato condannato a 5 anni di carcere dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato. Nel 1939, mentre era rinchiuso nel carcere di Civitavecchia, lasciò i comunisti, sentendosi tradito dal patto Molotov-Ribentropp. E nel 1943 partecipò alla ricostruzione del Partito socialista, diventando intimo di Vassalli, Pertini, Nenni, Lizzadri e tutti i capi socialisti dell’epoca. Nel dopoguerra fu membro della Consulta Nazionale, e insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare, col grado di Tenente Colonnello dell’esercito di Liberazione nazionale. Nel 1945 fu tra i fondatori dell’Anpi, di cui fu a lungo dirigente nazionale. Tra gli inizi degli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Settanta visse a Salerno, dove arrivò dopo aver ottenuto dall’Eni-Agip una concessione per la distribuzione dei prodotti petroliferi. Morì nel 1978, pochi mesi dopo l’elezione al Quirinale del suo grande amico Sandro Pertini, il quale inviò un picchetto di corazzieri ai suoi funerali. Una figura leggendaria.

Alla presentazione del libro, organizzata dal Comitato provinciale dell’Anpi e dall'Associazione Memoria In Movimento, oltre all’autore, giornalista, condirettore della storica rivista “Critica Sociale”, Massimiliano Amato, interverranno per l'Anpi il presidente provinciale, Ubaldo Baldi, per l'Associazione Memoria In Movimento lo storico dell’Università di Salerno Alfonso Conte, il giornalista Andrea Manzi e, in collegamento video da Roma, il direttore della Fondazione Pietro Nenni, Antonio Tedesco.

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