L’associazione Memoria in Movimento si dichiara contro il genocidio e contro la pena di morte approvata ieri dal parlamento israeliano per i prigionieri palestinesi, e chiede la cessazione immediata dei conflitti, il rispetto del diritto internazionale e della normativa della Repubblica Italiana che vieta la vendita delle armi ai paesi che violano il diritto internazionale, la Costituzione e l’articolo 51 della Carta delle Nazioni unite.
Due popoli, una forca. Questo potrebbe essere il macabro titolo giornalistico per commentare l’approvazione della pena di morte del parlamento israeliano per i prigionieri palestinesi. In sostanza l’apartheid applicato anche alla morte. Sicuramente neanche quest’atto farà recedere il governo italiano dall’essere complice attivo con Israele e con il genocidio del popolo palestinese. Perché il genocidio ha molti attori e altrettanti complici e tra questi c’è anche il nostro paese in prima fila.
È complice chi sulla vicenda palestinese non si è mai schierato per il diritto internazionale, è complice chi sostiene il massacro continuando a vendere le armi a Israele, è complice chi NON vota a favore le delibere dell’Onu contro Israele. È complice chi nega il genocidio, è complice chi con leggi ad hoc tenta di criminalizzare il dissenso politico equiparando l’antisionismo con l’antisemitismo. È complice chi, facendo finta di nulla, fa partire con destinazione Israele decine di navi dai nostri porti, Salerno inclusa, e diversi voli stracarichi di materiali bellici e in diversi casi anche di armi, come è il caso della Leonardo.
Grazie alle normative cosiddette di “sicurezza” approvate negli ultimi 3 anni, piovono denunce e fogli di via, così come è accaduto per tre attivisti che hanno partecipato alle manifestazioni degli scorsi mesi di settembre e ottobre dinanzi al porto di Salerno.
È complice chi, malgrado un mandato di cattura internazionale emanato dalla Corte Penale Internazionale, non solo fa solcare nei nostri cieli criminali di guerra ma stringe loro la mano, diffondendone anche le foto.
È complice chi malgrado l’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite, malgrado la nostra Costituzione, art. 11 ma non solo, e malgrado la normativa specifica (L. 185 del 1990 che guarda caso qualcuno vuole modificare) non revoca e non sospende il commercio delle armi, pur sapendo che quel commercio oltre a contribuire e rafforzare il genocidio del popolo palestinese, permette di attaccare (vedi l’Iran) o invadere paesi sovrani (vedi il Libano) o a occupare e reprimere ancora di più i territori Palestinesi (Gaza e Cisgiordania).
Meno male che abbiamo una società civile che resiste e si oppone. Ed è per questo che approviamo e appoggiamo la denuncia, depositata al tribunale di Roma, contro lo Stato Italiano e la società Leonardo spa per essersi resi complici del genocidio dei palestinesi. Denuncia presentato da UN PONTE PER (a cui come associazione aderiamo) insieme a tanti altre sigle tra cui le Acli, l’Arci e Pax Christi.
Tutto ciò deve spronarci ancora di più nel costruire mobilitazioni e pressioni popolari contro il governo. Il governo Israeliano deve essere isolato, deve essere sottoposto a sanzioni, deve toccare con mano che non è “intoccabile”. La rete di protezione che si è costruita deve essere smobilitata.
Il mondo pacifista e per la solidarietà internazionale salernitana deve trovare forme e luoghi affinché il proprio impegno e le mobilitazioni diventino più incisivi e coinvolgano un numero sempre maggiore di persone.
Salerno, 31/3/2026